Commissione Culturale di Confartigianato di Prato
 
 
 

Aldo Lurci è nato a S. Marcello Pist.se il 5 ottobre 1949.

Ha frequentato l'Istituto statale d'Arte di Firenze; il Magistero d'Arte ed il Corso superiore di Disegno Industriale.

Ha frequentato la Facoltà di Architettura di Firenze.

 

2005                  Trasferisce lo studio nel centro storico di Prato.

                  Presenta una mostra permanente presso l'Hotel First a Calenzano,                 

                  Firenze.

2004/'05    "Grafica e pittura, opere recenti" - Palazzo Cini, S. Marcello Pist.se.

 

2004                  Monash University - Palazzo Vaj, Prato.

"Opere recenti e grafica": "…nelle ultime opere, campiture geometriche di colori luminosi, per lo più primari - il rosso, il blu, il giallo - ma anche secondari - il verde, il viola - disposte in obliquo sulla tela, creano fasci dinamici di grande vigore, spesso si affilano formando cunei puntati verso l'alto - un richiamo all'azione?- Ma in tanta forza alcuni tocchi radi pittoricamente emotivi, che sembrano errori nel nitido rigore delle forme, ci invitano a dubitare, ci svelano il palpito che ancora restituisce la pittura. Il velo è sollevato un poco, poi tutto si ricompone e pare contenere l'emozione in partiture limpide e salde dove tutto si tiene con struggente intensità.

Così questa ricerca, fondata su un autoascolto meditato, sul rigore conoscitivo che verifica ogni possibile percorso nella sperimentazione diretta della pittura, ricomponendo la varietà e le differenze in equilibrio per valorizzare ogni piccola parte dell'insieme, ci offre la testimonianza di un serio impegno culturale e civile.

(Paola Ballerini, Presentazione della mostra "Opere recenti e grafica", Monash University - Palazzo Vaj, Prato, Febbraio/Marzo 2004).

 

2002/'03   Dicembre/Gennaio:

                 "Variazioni" Installazione presso l'Associazione culturale Grafio - Prato:

La mostra consiste nell'installazione di 10 grandi tele quadrate (150x150), a titolo "Variazioni" che si è tenuta a Prato nello spazio espositivo di Grafio, a cura di Paola Ballerini: "ogni quadrato diventa il confine di un intervallo, lo spazio di un respiro, di una nota ravvicinata, ed impone una sequenza misurata e stabile, un tono alto e teso, perfetto e difficile: al suo interno i piani, le campiture di colore, le linee si dispongono a formare una composizione dove tutto si tiene in termini di assoluta necessità…proprio per questo oggi la pittura di Aldo Lurci ci rappresenta, nella nostra disarmata inquietudine sotto la corazza dell'efficienza, della ragione, del tecnicismo.

 La sua ricerca è colta, perché a lungo è stata meditata la lezione di grandi maestri come Burri, nello studio accurato e sensibile dei neri, di Mondrian, Albers, Stella, Halley, nell'analisi delle forme geometriche e delle dinamiche interne al quadrato, di Sol Lewitt nell'essenzialità delle strutture e nel rigore del linguaggio, ma, per il carattere intimamente musicale della sua pittura, trova affinità e corrispondenze anche in alcune opere di compositori italiani contemporanei".

(Paola Ballerini, Catalogo della mostra "Variazioni" Installazione, Associazione culturale Grafio - Prato, Dicembre 2002/Gennaio 2003).

 

"grandi tele organizzate nell'ambiente di archeologia industriale come una sola opera. Si guardano tra loro da una parete all'altra, lasciando allo spettatore il gusto di trovare nessi e fili logici. Tutto si svolge a partire da una serie di neri: tanti piani neri che coprono le grandi superfici delle tele; sono neri diversi, dai quali affiorano piani dimensionali diversi. Poi la narrativa del quadro porta verso bagliori improvvisi, luci che si accendono in questo buio carico di significati".

(Paolo Puggelli in "Il Tirreno", 14 Dicembre 2002).

 

 

Nel Giugno 2002  presenta  opere geometriche la cui struttura reticolare, basata sul triangolo equilatero si sviluppa nello spazio, abbinandola alla finissima ricerca orafa di Babette Von Donhany, artista le cui forme hanno rivelato grande affinità con quelle pittoriche di Lurci; da questa fortunata esperienza nasce la volontà di ospitare nello studio altri artisti con i quali intraprendere altri dialoghi operativi.

 

2001                         "Pittura recente e grafica", Il Segnalibro - Fiesole, Firenze.

 

2000                         "Scultura di marmo, come luogo della memoria", Concorso per il nuovo Comando provinciale Vigili del Fuoco di Massa Carrara.

 

Dal 2000 presenta periodicamente il proprio lavoro nel suo studio di Via Matteotti: le sue opere sono state esposte in tre occasioni di "Studio Aperto": appartiene a questo periodo la ricerca che ha visto convivere piccoli collages (cm 6x6) con la loro realizzazione pittorica in più grandi dimensioni.

 

1999                         "Cantiere d'Arte/Artisti a Palazzo", Palazzo Ducale - Lucca.

 

1998                         Collettiva, Galleria Kontraste - Pietrasanta, Lucca.

Collettiva, Galleria Zammarchi - Milano.

Padova/Arte '98, Galleria Kontraste - Padova.

                     Personale, Spazio espositivo ex Lenzi - Quarrata, Pistoia.

 

1997                         "Specchi d'Artista", Galleria Kontraste - Pietrasanta, Lucca.

Padova/Arte '97, Galleria Kontraste - Padova.

1996                         Personale, Galleria Kontraste - Forte dei Marmi, Lucca.

Padova/Arte '96, Galleria Kontraste - Padova.

 

Nel periodo 1996/2000, mantiene un intenso rapporto con la Galleria Kontraste di Christine Bőke, prima a Forte dei Marmi con una mostra personale, poi a Pietrasanta, con una vivace attività di lavoro, attraverso mostre collettive (Specchi d'Artisti) e con la partecipazione ad alcune mostre/mercato.

All'interno di questo periodo il Comune di Quarrata gli offre la possibilità di una grande antologica, mettendogli a disposizione uno spazio industriale dismesso, di grandissime dimensioni.

"i dipinti che vediamo in questa mostra sono il risultato della più recente ricerca di Aldo Lurci: è evidente un'ulteriore riduzione all'essenziale, la ripetizione della stessa forma che dà forza all'espressione e ne sottolinea i colori: tele luminose, azzurri e gialli che si esaltano a vicenda.

Colori solari di straordinaria brillantezza danno a questi dipinti un fascino particolare ed un'avvincente poeticità… questo modo di esprimersi, di creare, fa parte di un linguaggio universale: è la base del nostro pensiero al di sopra delle parole, oltre ogni lingua: le forme geometriche sono i simboli di un ordine cosmico universale".

(Christine Bőke - Catalogo per la mostra personale, Spazio espositivo ex Lenzi, Comune di Quarrata - Pistoia, Maggio/Giugno 1998).

 

 

Nel decennio precedente 1994/1984, l'attività pittorica era finalizzata dal lavoro nel campo dell'Architettura e del Design: l'attività progettuale così condivisa, determina le scelte tematiche, la struttura formale della pittura e riveste una particolare importanza per la metodologia di progetto nel percorso artistico successivo.

In questo periodo si sono svolte importanti mostre personali in collaborazione con i Comuni di Empoli, Arezzo, Alessandria, Prato e con la Galleria Incornice di Firenze. 

 

1994                         Personale, Palazzo Banci Buonamici - Comune di Prato.

 

1990             Personale, Galleria Incornice - Firenze.

 

1987                  Personale di pittura e grafica, Logge Vasari - Comune di Arezzo;

acquisizione di un'opera per il Museo d'Arte contemporanea di

                     Arezzo. 

 

1986                         I° Premio per il Concorso "Una targa per la città di Tortona", Comune

di Tortona - Alessandria.

 

1984                         Personale di pittura e grafica - Comune di Empoli; acquisizione di

un'opera per il Museo d'Arte contemporanea di Empoli.

 

 Possiamo ora vedere come nell'arco di un tempo abbastanza vasto, la coerenza intellettuale e la costanza di questa ricerca pittorica, sia andata precisando tutti gli elementi di un linguaggio proprio, che trova nella geometria un territorio d'azione che, pur trasformandosi nelle forme e nelle tecniche, rimane concettualmente unitario. Su tale terreno, le superfici di colore, pur variabilissime nel tempo, mantengono inalterata la straordinaria qualità della materia: segni personalissimi, ripetuti con lo stesso sapiente equilibrio, diventano elementi di un linguaggio perfettamente connotato e dunque riconoscibile. Certamente la radice concettuale di questa ricerca si può ricondurre all'amore per alcuni maestri italiani del dopoguerra, Alberto Burri per primo, e all'influenza del gruppo dell'Astrattismo classico che, da solo, ha movimentato la difficile situazione fiorentina degli anni successivi: alla "scoperta" della razionalità e dell'astrazione, insieme allo studio successivo del Design e dell'Architettura fino agli anni '80. L'avere frequentato la sezione di Pittura presso l'Istituto d'Arte di Firenze negli anni '60, poteva condurre verso un mondo figurativo e descrittivo di tipo accademico.

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