Commissione Culturale di Confartigianato di Prato
 
 
 
Cristo si è fermato a Eboli. Piero Panza è nato a Controne, nella grande provincia di Salerno, a 20 chilometri da Eboli, in una piccola valle disegnata dal fiume Calore. Uomo del Sud, di origini contadine benché molte generazioni lo dividano da quelle, tra quelli «ch'ebbe compagni dell'età più bella», Piero era di una razza "speciale", quella dei migliori e degli uomini liberi. Inseguiva un sogno e per quel sogno partì. Per quel sogno trovò il coraggio e la forza di lasciare quanto di più caro aveva, il paese, la casa, il Caffè e gli amici, il fiume, i monti e i primi amori. Con più speranza che valige se ne andò come hanno saputo fare nella storia del Sud i più audaci. Per la prima volta nella sua vita salì su un treno e arrivò a Firenze nel 1957. Da sempre ha affrontato molte attività lavorative, instancabile, pur di fare. Suo padre gli ha insegnato un lavoro, prima come bracciante, poi come barbiere, lavoro che per tutta la vita gli ha permesso di vivere con la sua famiglia. La gioia di dipingere arriva a quasi trent'anni. Panza non si considera un intellettuale e non ha una formazione artistica scolastica. Il suo è un percorso da autodidatta, pur avendo frequentato artisti e associazioni. La sua pittura è autobiografica, racconta le cose che non ha mai avuto e non ha mai fatto, racconta e ricorda la sua infanzia, sensazioni e memorie, di fieno da poco tagliato e di tempo passato disteso sui prati di sulla dai fiori rossi a fissare l'azzurro del cielo fin quasi a bucarlo, di nuvole, di vento e di aria. La sua illusione è dipingere l'aria quasi a farla prigioniera nelle sue bolle di sapone. Il suo circuito espositivo è stato anomalo. Pur avendo esposto in ambienti prestigiosi, preferisce frequentare locali non proprio abilitati, quali caffè, piccole gallerie, locali mal frequentati, qualche fiera e agriturismo, sempre dove c'è la gente, molta gente, alla quale dedica il suo lavoro. Lavoro che considera un dono di Dio e quando dipinge è felice e si lascia coinvolgere dal suo istinto che considera creativo e quindi si definisce un artista più che un pittore. I riconoscimenti sono tanti, come pure le partecipazioni a mostre importanti. Ricordiamo volentieri il Premio del Presidente della Repubblica. Si onora di essere socio dello storico Gruppo Donatello, e prima ancora di esserlo stato del G.A.D.A., nel quale ha mosso i primi passi.