Walter Sabatelli è stato l'ultimo, in ordine di tempo, rappresentante di una grande famiglia di pittori che hanno svolto la loro attività presso la Corte Fiorentina dei Lorena, Luigi Sabatelli fu anche il fondatore dell'Accademia di Brera, a Milano, insieme all'Hayez.
Walter il primo contatto con la pittura lo ebbe a Genova dove rimase letteralmente "folgorato" da una tavoletta di Giovanni Fattori esposta in una bellissima Galleria d'Arte presso il Ponte Monumentale in Via XX Settembre.
Frequentò le lezioni del Prof. De Sanctis all'Istituto d'Arte di Genova iniziando con l'arte figurativa di derivazione classica, non dimenticò mai questa splendida figura di uomo, di religione ebraica, che proprio sotto i suoi occhi di ragazzo fu catturato dai nazisti ed in seguito deportato ad Aushwitz da cui non tornò mai più lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di Walter .
Sabatelli ha studiato molto, ha avuto influenze e contaminazioni dapprima dalla grande scuola post-macchiaiola a Livorno e Firenze; ha avuto amici e frequentazioni importanti, con Guttuso ha avuto rapporti quasi filiari, ma tra le sue amicizie non possiamo dimenticare Pietro Annigoni, Primo Conti, Giorgio de Chirico e Pericle Fazzini, ha frequentato Pablo Picasso, Lilloni ed il Presidente Pertini ma mai ha approfittato di queste relazioni, Walter era nato pittore e dei grandi pittori seguiva solo i consigli e gli insegnamenti mentre
la sua tavolozza andava modificandosi e come ha giustamente scritto Dora Favatella Lo Cascio (Direttrice del Museo Guttuso di Bagheria): "…non partecipa alle laceranti polemiche che hanno fermentato le stagioni del dopoguerra, ma ne ha sentito formalmente gli influssi, racchiudendoli nella SUA poetica legata alle trame quotidiane del SUO mondo: la Maremma…"
Sabatelli ha avuto la fortuna di avere grandi Maestri ma anche di vivere in quella terra toscana che porta il nome di Maremma in cui la luce è particolare, i colori sono particolari, il paesaggio è particolare; probabilmente è da questo mixer di straordinari elementi che è nata la sua pittura tanto è vero che il Prof. Carloja nel 1968 a Roma lo definì come il più grande colorista da lui conosciuto.
Quelli della fine degli anni '60 furono anni intensi, Walter collaborava a Cinecittà con Fellini per il film Satyricon, frequentava Guttuso e De Chirico, intratteneva accese discussioni con Picasso, i fermenti per l'astrattismo e l'informale erano intensi e conquistavano mercati sempre più grandi ma Sabatelli non si è mai fatto coinvolgere; cercava una via propria che avesse come strada maestra una visione moderna, riveduta ed aggiornata del figurativo.
Walter Sabatelli ha sempre affermato che se il figurativo apparteneva all'ottocento, l'astratto si era allontanato troppo dalla sensibilità comune, non vi era più dialogo tra artista ed osservatore, il linguaggio era troppo criptato ed esasperato, "…se il figurativo era già finito l'astratto era deceduto da bambino..." amava dire.
Cercava una terza strada, quel mondo di confine tra astratto e figurativo che riuscisse a cogliere il meglio dell'uno e dell'altro in una perfezione coloristica e formale nella quale anche l'osservatore avesse un suo spazio interpretativo e di riflessione.
Ecco perché le sue opere sono sempre opere di confine, al limite, in cui il figurativo e l'astratto si compenetrano e convivono in una straordinaria simbiosi così accattivante ed eccitante.
I suoi studi lo hanno portato ad esplorare la superficie piana nell'Olio, lo studio dell'Estetica di Benedetto Croce lo ha aiutato ed indirizzato dando vita ad una nuova costruzione formale e volumetrica, le "Fasce Armoniche", nelle sue opere non vi è più spazio per la semplice prospettiva grafica ma un nuovo metodo per calibrare l'armonia volumetrica ; ha rivoluzionato la tecnica dell'acquerello imponendo una tavolozza "Mediterranea" ed una costruzione volumetrica del tutto innovativa, ha rivisitato tutte le tecniche più antiche, dal Vasari ha tratto il Guazzo che, riveduto e corretto, ha avuto uno spazio di grande amore nella sua produzione, ma soprattutto ha insegnato pittura per oltre trenta anni in quel CENTRO STUDI ARTE MAREMMA da lui fondato e diretto sino alla fine dei suoi giorni e dal quale sono usciti centinaia di pittori.
Le antiche ricette sull'Encausto di Cennino Cennini lo affascinavano, non disdegnava di prepararsi i colori da solo partendo dai pigmenti più puri e si preparava personalmente le tele , ha sempre usato materiali di prima qualità, le migliori carte tirate a mano ed i migliori pigmenti.
Queste sue splendide "abitudini" ci hanno lasciato opere dalla bellezza incomparabile, anche le opere più lontane nel tempo hanno una qualità cromatica eccezionale anche perché Sabatelli ha sempre usato una tavolozza semplicissima e formata da pochi colori, i tre primari, un giallo scuro, un rosso di cadmio un bruno ed il bianco, tutto qui, il massimo del rigore coloristico e chimico hanno formato nuances irripetibili e così difficili da riprodurre che rasentano l'impossibile ed , è per tutti questi motivi che i dipinti di Sabatelli sono opere rare e preziose dedicate ormai ai Musei, agli investitori istituzionali ed al grande collezionismo colto e raffinato che non si ferma al primo sguardo frettoloso ma pretende una vera " opera d'arte".
Sabatelli ha esposto presso che dappertutto, sue opere sono rimaste in splendide e prestigiose collezioni ma la sua mente ed il suo cuore erano costantemente in Toscana, si trovava negli Stati Uniti e dipingeva la sua Toscana, a Parigi dipingeva la Toscana, a Vienna dipingeva la Toscana, ha trascorso gli ultimi sedici anni della sua vita lontano dai clamori del mercato dedicandosi esclusivamente allo studio della pittura, lasciando una enorme quantità di materiale il cui studio ci occuperà per molti anni.
L'ultimo punto su cui intendiamo soffermarci è l'assoluta unicità delle opere di Walter Sabatelli, non si è mai ripetuto, ha avuto argomenti più cari altri meno, ma mai ha eseguito due opere uguali, sempre e soltanto opere uniche, non ha mai stampato litografie o simili, a Sabatelli piacevano solo opere uniche ed irripetibili.
Se Sabatelli è stato un grande artista solo la storia, lo studio e l'approfondimento critico potranno dirlo, noi possiamo dire che Sabatelli è stato un uomo ed un artista che ha dedicato tutta la vita allo studio della pittura contribuendo a "traghettare" la pittura toscana contemporanea nel terzo millennio. |