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Tra i punti d’orgoglio di Confartigianato Imprese Prato, che ormai da diversi anni ha aperto, dando vita a Confarte, un capitolo completamente nuovo nella storia della sua attività, c’è quello di aver ospitato sempre, presso le proprie sedi, artisti di talento. Spesso un talento già riconosciuto e conclamato. Altre volte, in artisti più giovani, un talento che questo riconoscimento lo stavano trovando. Ma una costante, nelle scelte di Confarte, è sempre stata quella della massima apertura a ogni tipo di espressione pittorica. Da quelle più tradizionali, figurative e ritrattistiche, a quelle più innovative, sia a livello di rappresentazione che di tecniche utilizzate. Un atteggiamento che ho sempre condiviso, perché niente come l’arte è lontano dal poter venir limitato, discriminato. Dal profano al grande esperto, per ognuno l’arte è soprattutto emozione, e per offrirla un’opera non ha regole da seguire, ma soltanto passione da esprimere. Sono questi i pensieri che passano per la mia mente osservando le tele di Filippo Maria Topi, un giovane architetto prestato all’arte dove ha saputo conquistarsi un proprio spazio importante, come testimonia il suo percorso caratterizzato da un’intensa e prestigiosa serie di esposizioni tra l’Italia e gli Stati Uniti. Sarebbe facile cavarsela con una battuta, sostenendo a ragione che Topi ha “buoni numeri” da giocare nel mondo dell’arte. In realtà c’è molto di più. E quell’emozione di cui parlavo, Topi la trasmette in ogni sua opera, attraverso i suoi tratti decisi e istintivi ma legati da un progetto di fondo. E da un pittore-architetto, era quello che ci aspettavamo.

LUCA GIUSTI
Presidente di Confartigianato Imprese Prato